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Capri, Lussana al convegno sulla digitalizzazione: «La tecnologia non basta senza il fattore umano»
Richiamate le linee guida del 2026 su trasparenza e autonomia: tecnologia utile solo se guidata dalle competenze: «Innovare senza perdere i principi e guardare al futuro ponendo sempre al centro la persona. La tecnologia da sola non rende la giustizia più efficiente: sono le competenze e l’organizzazione a trasformarla in un servizio migliore»..
La Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, On. Carolina Lussana, è intervenuta alla tavola rotonda “L’impatto e le prospettive della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale sulla giustizia tributaria”, nell’ambito della giornata di studi interdisciplinare “Diritto del lavoro, digitalizzazione e giustizia”, svoltasi alla Certosa di Capri.
La Presidente ha sottolineato come la digitalizzazione della giustizia tributaria sia ormai un processo in corso e come le nuove tecnologie possano contribuire a migliorare l’organizzazione del lavoro, la ricerca giurisprudenziale, la qualità delle decisioni e l’effettività della tutela giurisdizionale.
In questo percorso il CPGT ha adottato, con la delibera n. 275 del 3 marzo 2026, le prime linee guida sull’impiego dell’intelligenza artificiale, ponendo al centro legalità, trasparenza, proporzionalità e autonomia decisionale del magistrato.
La Presidente ha evidenziato la necessità di prevedere prove di affidabilità dei sistemi costruite sulle specificità del contenzioso tributario, con il contributo di magistrati, professionisti e tecnici, garantire trasparenza nella selezione dei precedenti, definire regole chiare per la verifica dei sistemi e investire sulla formazione dei giudici.
Centrale, infine, il ruolo dell’autogoverno nel garantire una “riserva di umanità”: la certezza che il magistrato possa comprendere, verificare e assumere la responsabilità di ciò che decide.
«La tecnologia deve essere uno strumento di supporto, non un decisore, preservando sempre la libertà di giudizio».