Indice
3 Ottobre 2026 - Giustizia tributaria, Lussana: “Innovare senza perdere i principi: la tecnologia sia supporto e non decisore”
“La sfida che accomuna tutte le magistrature è innovare senza perdere i principi e guardare al futuro ponendo sempre al centro la persona. La tecnologia da sola non rende la giustizia più efficiente: sono le competenze e l'organizzazione a trasformarla in un servizio migliore”. È quanto ha dichiarato Carolina Lussana, Presidente del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, nel corso della tavola rotonda “L’impatto e le prospettive della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale sulla giustizia tributaria”, organizzata all’interno della giornata di studi interdisciplinare su “Diritto del lavoro, digitalizzazione e giustizia”, promossa dal CED della Corte Suprema di Cassazione, in collaborazione con il Dipartimento per l'Innovazione tecnologica del Ministero della Giustizia e tutte le principali istituzioni che si occupano di digitalizzazione, e che si è tenuta oggi presso la Certosa di Capri.
“La digitalizzazione della giustizia tributaria - ha sottolineato Lussana - è ormai un processo in corso: dobbiamo capire come le nuove tecnologie possano migliorare l’organizzazione del lavoro, la ricerca giurisprudenziale, la qualità delle decisioni e l’effettività della tutela giurisdizionale. Il Consiglio di Presidenza ha voluto accompagnare questo percorso dotandosi, con la delibera n. 275 del 3 marzo 2026, delle prime linee guida sull’impiego dell’intelligenza artificiale, mettendo al centro i principi di legalità, trasparenza, proporzionalità e autonomia decisionale del magistrato”.
In tal senso, ha proseguito la Presidente del CPGT, “è necessario predefinire, prima della messa a disposizione dei sistemi, prove di affidabilità costruite sulle particolarità del contenzioso tributario, con il contributo di magistrati, professionisti e tecnici. È inoltre fondamentale garantire la trasparenza nella selezione dei precedenti per evitare il rischio di un conformismo giudiziario, definire regole chiare nei contratti con i fornitori per la verifica dei sistemi e investire sulla formazione dei giudici”.
“Il contributo dell'autogoverno - ha concluso Lussana - deve servire a garantire la ‘riserva di umanità’: la certezza che il magistrato possa comprendere, verificare e assumere la responsabilità di ciò che decide. La tecnologia deve essere uno strumento di supporto, non un decisore, preservando sempre la libertà di giudizio”.
Fra gli altri, hanno preso parte alla tavola rotonda: Alfonso Bonafede, Presidente della Commissione Programmazione e Coordinamento della Formazione e dell'Aggiornamento Professionale del CPGT; Remo Caponi, Consigliere della Corte di cassazione; Giuseppe Cassano, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Roma e Milano della European School of Economics; Stefano Giaime Guizzi, Magistrato della Corte di Cassazione e assistente di studio presso la Corte Costituzionale; Tammaro Maiello, Presidente di sezione III centrale di appello della Corte dei conti e Presidente della Commissione Informatica del CPGT; Michele Ancona, Presidente di sezione della CGT di II grado della Puglia; Sergio Cutrona, Presidente della CGT di I Grado di Ancona e Presidente del Tribunale per i Minorenni delle Marche; Alessio Scarcella, Consigliere della Corte di Cassazione, Direttore del CED, Vicepresidente di Sezione CGT di II grado della Lombardia e Coordinatore Area Nord dell'Ufficio del Massimario Tributario Nazionale; Luca Varrone, Consigliere della Corte di Cassazione, Presidente della Corte Tributaria di Grosseto e componente dell'Ufficio del Massimario Tributario Nazionale; Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense e Rosa D'Angiolella, CNDCEC - Consigliere Nazionale con delega nell'area contenzioso tributario.