|
|
Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Lazio, sez. 9^, 23 aprile 2025, n. 2632
|
|
Composizione |
Lo Surdo Antronio (Presidente) – Ruggiero Aldo (Relatore) – Colaiuda Serafino (Giudice) |
|
|
279 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI – 414 DETRAZIONI |
|
|
Imposta sul valore aggiunto (Iva) - Elusione e Abuso - Presupposti - Sindacato dell’amministrazione finanziaria – Possibilità – Limiti. |
|
Massima |
In materia di IVA, l'opzione per uno schema contrattuale fiscalmente più conveniente non è, di per sé, sufficiente ad integrare una condotta elusiva, poiché le parti, nell'alternativa tra una figura e l'altra, sono libere di prediligere quella che, meglio soddisfacendo le proprie esigenze, realizza al contempo un maggior risparmio d'imposta, competendo all'amministrazione finanziaria la sola verifica della rispondenza, ai fini fiscali, tra il concreto assetto di interessi perseguito e l'effetto caratteristico dello schema contrattuale prescelto, onde evitare che quest’ultimo sia distorto al fine di un indebito vantaggio fiscale. |
|
Rif. normativi |
art. 10bis l. 27 luglio 2000 n.212; d.p.r. 26 ottobre 1972 n.633 |
|
Conformità |
Cass. civ. sez. trib., 19 dicembre 2024, n.33481; Cass. civ., sez. trib., 06 dicembre 2013, n.27352; Cass. civ., sez. V, 17 ottobre 2008, n. 25374 |
|
Anno pubb. |
2025 |
