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Equiparazione del remote working al lavoro prestato all’estero
Sentenza del 27/2/2025, n. 589 - Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia.
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Composizione |
Presidente: Gloria Servetti Relatore: Enzo Bonomi |
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103 007 - 103 1 LAVORO - 2 EMIGRAZIONE (LAVORO ALL'ESTERO) |
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Reddito di lavoro dipendente – Normativa emergenziale Covid – Restrizioni alla libertà di spostamento – Impossibilità di raggiungere il Paese estero – Prestazione in Smart Working – Assimilazione al lavoro prestato all’estero - Sussistenza |
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Massima |
Ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente secondo la disciplina di cui all’art. 51, comma 8-bis del T.U.I.R. n. 917 del 1986, l'attività del contribuente che non sia potuto rientrare nello Stato estero in cui la prestazione doveva essere resa a favore del datore di lavoro straniero a causa delle restrizioni normative alla mobilità personale emanate per la pandemia Covid e, conseguentemente, svolta in regime di remote working in Italia, deve considerarsi come svolta all'estero in applicazione del principio in base al quale non può essere preteso un comportamento quando lo stesso sia divenuto impossibile senza alcuna responsabilità da parte di chi vi sia tenuto. |
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Rif. normativi |
Art. 2, comma 2 e art. 52, comma 8 bis, t.u.i.r. 22 dicembre 1986, n. 917; art. 4, comma 1, d.l. 31 luglio 1987, n. 317, convertito dalla l. 3 ottobre 1987, n. 398 |
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Conformità |
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Anno pubb. |
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